Storia e origini della ferrovia Lugano-Cadro-Dino
(LCD)
Su impulso del Dott. Giovanni Reali di Cadro, il 16 agosto 1904, a Cadro, viene indetta una “pubblica adunanza” per la costruzione di una linea ferroviaria regionale “Lugano-Cadro-Tesserete”, in contrapposizione alla già progettata linea tramviaria “Lugano-Tesserete” che, dopo la concessione ottenuta nel 1897, era rimasta ancora ferma al solo progetto iniziale.
Questa situazione, “risvegliò” la società promotrice della citata linea fino a Tesserete, che fece rivalere Tesserete come “suo” capolinea già acquisito, disponendo già di una concessione federale fino a lì.
A seguito di questa contestazione, il progetto venne così modificato in ferrovia “Lugano-Cadro-Dino (Sonvico)”.
La ferrovia elettrica Lugano-Cadro-Dino (LCD), ottenne la concessione federale il 20 giugno 1906, valida per ottant’anni. I lavori di costruzione iniziarono il 2 gennaio 1910, diretti dall’Ing. Alessandro Balli ed eseguiti dall’impresa Crivelli e Bettosini di Viganello.
Già il 2 gennaio 1911 fu ufficialmente aperto l’esercizio del tratto urbano dal lungolago di Lugano, alla Santa di Viganello, completato poi con l’inaugurazione dell’intera linea, avvenuta il 27 giugno 1911.
Per assicurare il collegamento, le costruzioni più importanti furono: due gallerie (Viganello 98 metri e Soragno 65 metri), tre ponti di ferro e un ponte a volta; furono pure edificati i seguenti fabbricati: rimessa officina e uffici a La Santa a Viganello; la stazione di Dino; sei piccole stazioni in legno e muratura a Cadro, Davesco, Soragno, Ventuno, Pregassona e Viganello. Tutti gli edifici vennero progettati dall’Arch. Giuseppe Ferla. Nel 1929, venne costruita la rimessa a Dino.
La ferrovia, a trazione elettrica con tensione di linea 1000 Volt continua, partiva dall’imbarcatoio centrale e, dopo due chilometri di percorso per le vie cittadine, seguiva un tracciato proprio che procurava ampia vista sul golfo del Ceresio, per poi proseguire lungo la sponda sinistra del Cassarate fino a Dino. La linea ferroviaria misurava, in totale, 7’834 metri, con un tempo di percorrenza di circa 30 minuti.
Inizialmente la LCD possedeva quattro motrici a due assi, due rimorchi uno dei quali a “giardiniera” e un carro merci.
Nel corso degli anni, il materiale fu ammodernato e completato con veicoli provenienti da altre compagnie, tra cui, nel 1941, con la motrice Be 4/4 10 (ex “BMB”) affettuosamente soprannominata “Freccia arancio” oppure ”Littorina”, che si contraddistingueva appunto per il suo colore bianco-avorio e arancione (livrea conservata per tutto il tempo del suo esercizio sulla linea) ed era impiegata come motrice singola per viaggi speciali e in modo particolare sulla tratta urbana.
Nel 1943-1948, le motrici originali furono dotate di nuovi telai SLM a tre assi orientati, e di comando multiplo diretto (la motrice di testa trasmetteva il comando di trazione a quella di coda mediante un cavo).
Costruita nel 1955, la motrice Be 4/4 n. 9 era attrezzata per circolare in unità multipla con le vecchie BDe 2/3, e aveva motori analoghi ai loro.
Il combinatore e le resistenze di partenza erano dunque disposti per il comando dei sei motori.
Quando la Be 4/4 n. 9 veniva in coda, bisognava però “eliminare” due motori per renderla simile ad una delle vecchie motrici.
Di notevole valore turistico, questa ferrovia era una vera attrattiva, soprattutto grazie al rimorchio a “giardiniera” aperto, ancora in servizio al giorno d’oggi sulla ferrovia-museo “Blonay – Chamby”.
A Dino, la corriera postale portava i viaggiatori sino in Val Colla e a Tesserete, sull’altro versante della valle.
A prescindere dall’esercizio 1917, la LCD aveva sempre chiuso il suo bilancio in attivo, sino a quando il servizio urbano fino a Viganello “La Santa” fu rilevato dall’Azienda Comunale dei Trasporti (ACT).
Il numero dei viaggiatori cadde allora da 1’064’807 nel 1964 a 475’164 nel 1965, la società LCD subì così un duro colpo.
Da notare che dal 2 gennaio 1911 al 31 dicembre 1964, la Ferrovia LCD ha esercitato un servizio tranviario urbano sul tratto Lugano-lago – Scuole di Viganello, con corse continue ogni venti minuti.
Il 31 maggio 1970, dopo aver subito nuovamente le conseguenze di ben 2 arretramenti del capolinea cittadino (prima a Piazza indipendenza, poi alla fine di Corso Elvezia), la ferrovia Lugano-Cadro-Dino soccombe in modo inesorabile, chiudendo definitivamente il suo esercizio.
La ferrovia a scartamento metrico venne così sostituita da un nuovo servizio con autobus, inizialmente d’occasione, della nuova Società “Autolinee Regionali Luganesi”, attiva ancora oggi, che assicurò da subito il suo servizio fino a Sonvico-paese.
30.05.1970 – l’ultimo giorno di servizio della ferrovia LCD
